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Bancari: lasciare il posto fisso è ancora così difficile?

Lasciare il proprio posto di lavoro non è mai facile, ma credo sia ancora più complicato e difficile per chi lavora in banca. Questo perché da sempre le banche emanano un fascino particolare che fa credere a chi ci lavora di essere ancora un “privilegiato”, illusione che puntualmente viene smentita dalla realtà quotidiana: il 90% dei bancari si lamenta continuamente e, senza dubbio alcuno, a ragion veduta. Il vero paradosso è che quando un bancario decide di cambiare lavoro, non appena prende la penna per mettere la firma sul suo nuovo contratto, gli si paralizza la mano e anche tutto il corpo sembra respingere con violenza il “demone tentatore”. Sono testimone di diversi casi realmente accaduti e con persone di tutto rispetto e stima. 



LA MIA ESPERIENZA

Personalmente ho dato le dimissioni dalla banca, dopo 18 anni di brillante carriera, nel lontano 2001 e ricordo benissimo quel momento per 2 importantissimi motivi: il primo per il timing e il secondo per le emozioni; il timing perché le mie dimissioni risalgono al 5 settembre 2001 (cosa poi successe il giorno 11  è un ricordo indelebile che tutto il mondo purtroppo conosce); per quanto riguarda le emozioni, invece ho provato molteplici stati d’animo contrastanti. Passavo da momenti di massimo entusiasmo dovuti per lo più all’autostima generata dal coraggio per la decisione presa, all’ansia per la paura di aver commesso uno dei più grossi errori della mia vita. Fortunatamente devo dire con estrema sincerità che una volta firmato il contratto è stato più semplice di quanto uno possa immaginare: l’adrenalina è il vero motore del cambiamento e mi ha portato ad ottenere risultati, quei risultati che dopo pochi mesi mi hanno fatto rapidamente dimenticare tutte le ansie provate.

COSA È CAMBIATO?

Innanzitutto è la qualità della vita che cambia completamente e, finalmente, se uno davvero lo desidera diventa padrone del proprio destino professionale. Ma è proprio tutto così facile? Assolutamente no! Infatti se qualcuno ancora crede a Babbo Natale è direttamente a lui che si deve rivolgere per ottenere regali a costo zero. Volete sapere cosa serve allora per essere davvero pronti ad affrontare il nuovo ruolo professionale? Impegno, formazione e costanza sono requisiti assolutamente necessari per il raggiungimento degli obiettivi, che però non sono più dettati o imposti da chissà chi, ma definiti direttamente da noi.

LA VERA DIFFICOLTÀ?

Il passo più difficile e sicuramente il più importante, anzi direi fondamentale, sta nella scelta della futura mandante e cioè il partner con cui poter guardare serenamente al futuro.

  • Si tratta di una banca innovativa e già pronta per la consulenza a parcella?
  • Mette la miglior tecnologia a disposizione di clienti per rendere semplici anche le cose più complesse?
  • Mette la miglior tecnologia a disposizione dei propri consulenti per evitare errori e perdite di tempo nella compilazione dei documenti, aiutandoli a concentrarsi sulla relazione col cliente?
  • Garantisce assoluta indipendenza, quindi assenza di conflitto di interesse e assenza di budget prodotto?
  • Mette il consulente al centro del proprio modello?
  • È attenta alla crescita e alla formazione dei suoi consulenti e al loro personal branding?
  • Cosa offre in termini di compensation e come si distingue al riguardo dai competitor?

Ecco le domande alle quali dovrete trovare risposte adeguate!

COSA O MEGLIO "CHI" FA LA DIFFERENZA?

Andate alla ricerca di un interlocutore che vi ascolti, vi capisca, vi aiuti e vi supporti in modo estremamente trasparente dandovi sin da subito l’impressione di essere veramente interessato a voi e al vostro futuro! Tenete sempre presente che sarà lui ad accogliervi nel suo gruppo, sarà la persona alla quale fin dall’inizio vi potrete/dovrete rivolgere per tutte le questioni (il momento più difficile è quando non si conosce ancora nessuno, ma si ha bisogno di tutto...)  e che quindi sarà l’artefice del vostro successo. L’insuccesso non è nemmeno da prendere in considerazione! Il primo compito di un bravo Manager, infatti, è quello di capire se effettivamente chi si trova di fronte ha le caratteristiche necessarie al cambiamento: il vero passaggio infatti sta nella trasformazione da dipendente a imprenditore, e non è solo una mera questione di stipendio, credetemi, ma di skill che uno già possiede o difficilmente crea…

QUANTO SONO CAMBIATE LE BANCHE?

Se penso a ciò che è successo solo in questi anni mi vengono i brividi, ma ancor di più se penso a quanto ancora cambieranno/dovranno necessariamente cambiare nei prossimi 3/5 anni. Allora per voi che lavorate ancora in banca una domanda mi sorge spontanea, dal profondo del cuore: siete consapevoli di cosa sta succedendo? Vi state guardando intorno per cercare nuovi sbocchi professionali per il vostro futuro? La mia sarà stata una scelta precoce, azzardata, ma è pur sempre stata una scelta. 

Affrettatevi perciò a capire se potreste veramente dare una svolta alla vostra vita professionale, perché sarebbe davvero brutto se la scelta diventasse un obbligo e non fosse più nelle vostre mani la facoltà di poter decidere.


Il premio Nobel Richard Thaler ci dice che spesso per prendere una decisione serve una “spinta gentile”: sbaglio o oggi arriva proprio dalle banche?

Ne ha parlato di recente anche Antonella Olivieri, nel suo articolo per Il Sole 24 Ore "Banche, in 10 anni persi 470mila dipendenti in Europa", che potete leggere qui.


Nel caso vogliate saperne di più sul mio percorso professionale, sono a vostra disposizione!

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